L'incostituzionalità dell'esenzione bollo auto fino a 80 kW: l'ennesima beffa di un Governo che premia gli evasori e punisce l'ambiente e la sicurezza


L'annuncio è di pochi giorni fa: il Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2026 ha varato uno schema di decreto che, a partire dal 1° gennaio 2027, introdurrà l'esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kW [cite: 1.2.3]. Sulla carta, ci viene venduta come una misura per aiutare le famiglie e tagliare le tasse. Ma grattando la superficie di questa ennesima mossa, emerge un provvedimento profondamente iniquo, contraddittorio e, soprattutto, a gravissimo rischio di incostituzionalità.


Non si tratta di criticare l'aiuto alle fasce più deboli, un principio che è e resta sacrosanto. Il problema drammatico è come questo provvedimento è stato concepito.

L'incostituzionalità della "ghigliottina" fiscale
L'agevolazione è stata pensata non come una logica "franchigia" universale, ma come uno sbarramento rigido. Hai un'auto da 79 kW? Non paghi nulla. Hai un'auto da 81 kW? Paghi il bollo per intero, dal primo all'ultimo chilowatt. Questo meccanismo a "scaglione chiuso" viola in modo palese il principio di uguaglianza e di capacità contributiva sanciti dagli articoli 3 e 53 della nostra Costituzione.

Per essere giusta, inattaccabile e non discriminatoria verso nessuna classe sociale, la deduzione degli 80 kW dovrebbe valere per tutti. Esattamente. Tutti. Chi possiede un'utilitaria avrebbe l'esenzione totale, mentre chi possiede un veicolo da 100 kW, da 150 kW, o persino un'auto da 300 kW, dovrebbe vedersi scontare i primi 80 kW, pagando l'imposta solo sull'eccedenza. Non si tratta di difendere il lusso, ma di difendere la logica matematica e l'equità del diritto: un'agevolazione statale o vale per tutti come base di partenza, oppure si trasforma in un privilegio arbitrario. Un privilegio che, per assurdo, penalizza proprio la famiglia modesta che, non potendo permettersi un'auto nuova, ha acquistato una vecchia station wagon usata da 85 kW per le proprie necessità.

Lo schiaffo alla mobilità sostenibile
C'è poi un imbarazzante paradosso ecologico. Oggi chiunque voglia fare la propria parte per rendere le nostre città più vivibili e respirabili cerca di puntare su veicoli ibridi o elettrici. Tuttavia, per via del peso dei pacchi batteria e del doppio propulsore, queste auto superano molto frequentemente la fatidica soglia degli 80 kW, anche nei segmenti medi e compatti [cite: 1.2.5].

Il risultato? Il governo da un lato ci fa la morale sulla transizione green, dall'altro esenta dal bollo le vecchie utilitarie a benzina o diesel (purché sotto soglia) e fa pagare la tassa a chi investe i propri risparmi in una moderna ibrida da 90 kW. È un cortocircuito logico e normativo che disincentiva pesantemente il rinnovo del parco auto.

La discriminazione geografica: la realtà della Sardegna
Questa norma, per come è scritta, sembra concepita nei salotti dei centri storici delle grandi metropoli, dove la strada è sempre asfaltata, ci si muove in car sharing e i mezzi pubblici (forse) funzionano. Ma l'Italia è fatta anche di territori complessi. In regioni come la Sardegna - che già sconta sulla propria pelle il dramma quotidiano di una pessima continuità territoriale - la rete viaria è spesso un disastro. Strade disconnesse, provinciali pericolose e lunghi percorsi extraurbani sterrati per raggiungere il posto di lavoro non sono un'eccezione, sono la normalità.

In un contesto del genere, acquistare un SUV o un Crossover leggermente più potente non è un vezzo estetico. È una rigorosa necessità per la propria incolumità e sopravvivenza stradale. Tassare per intero queste vetture significa non rendersi conto che la scelta dell'auto è dettata dalle condizioni disastrose in cui lo Stato tiene le infrastrutture pubbliche. È, di fatto, un'ulteriore tassa occulta sul nostro isolamento geografico.

Onesti tartassati, evasori premiati
L'amarezza finale, forse la più grave e accusatoria, risiede nell'ipocrisia del nostro sistema. Da una parte, l'apparato statale non perde occasione per correre in soccorso di chi evade le tasse, varando continui condoni, stralci, rottamazioni delle cartelle esattoriali e comode maxi-dilazioni. Aiutiamo i furbi, sempre.

Dall'altra parte, il cittadino onesto - quello che paga le tasse fino all'ultimo centesimo, che fa sacrifici per comprarsi un'auto ibrida o un SUV sicuro per la propria famiglia affrontando strade colabrodo - viene lasciato completamente solo. Anzi, viene punito per aver superato una soglia anacronistica di una manciata di chilowatt.

Essendo ancora una proposta che attende di entrare in vigore nel 2027 [cite: 1.2.3], il Governo ha tutto il tempo per correggere il tiro. Trasformi gli 80 kW in una franchigia universale per tutti. Solo così dimostrerà che la legge è veramente uguale per tutti, e non l'ennesimo spot elettorale fatto sulla pelle dei contribuenti onesti.

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